VIDEO.
Incontro promosso dalla Diocesi emiliana
Noto, viene presentato a Piacenza
il documentario su San Corrado
NOTO.(ada)
“Corrado Confalonieri, giovin cavaliere di Piacenza”…,
cominciano così molti scritti di autori antichi che si
sono occupati della storia del santo patrono della città
di Noto. E così comincia anche “Corrado Confalonieri,
l’Uomo di Piacenza”, il video sulla storia e il culto
del santo, prodotto dalla MediaUfficio di Noto che sarà
presentato venerdì prossimo, nella Sala Colonne della Curia
vescovile di Piacenza, dal giornalista Vincenzo Rosana del “Giornale
di Sicilia”.
Alla
serata, promossa dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, Ufficio per
i Beni storici e culturali in collaborazione con il Centro Studi
“Ad Padum”, interverranno monsignor Domenico Ponzini,
responsabile dell’Ufficio per i Beni storici della Diocesi
di Piacenza-Bobbio, don Silvio Cavalli, parroco di Calendasco
(centro dove il santo Piacentino nacque intorno al 1290), donMario
Badenchini, parroco di Celleri e di Torre Confalonieri, e Gianni
Battini, presidente del Centro studi e ricerche storiche Ad Padum.
“La
storia del santo, con la sua opera, i suoi miracoli (la guarigione
dei bambini erniosi), la sua vita evangelica, la sua attualità,
le processioni, le feste, il folclore, è stata oggetto
di centinaia di studi”, ha detto Vincenzo Rosana. Persino
una porta in bronzo, quella della Cattedrale, con i suoi venti
pannelli, racconta quasi fosse una composizione poetica episodi
della vita del santo.
Ed
ora c’è anche una raffinata opera filmica, un documentario
di novanta minuti realizzato con la collaborazione di numerosi
studiosi del santo.
Il
Dvd, che è stato già presentato a febbraio a Noto,
alla presenza del vescovo della Diocesi monsignor Giuseppe Malandrino
e del sindaco della città barocca Michele Accardo, ha il
culto per le scene amatoriali; un taglio che rende l’opera
più autentica.
L’obiettivo
si ferma a fissare attimi di solida fede, coglie momenti di grande
trasporto, immagini commoventi. Come la magica corsa dei Cilii
durante la processione, l’incantevole corteo delle Confraternite,
la vitalità dei portatori dell’Arca del santo. L’opera,
accompagnata dalle musiche originali dei siracusani Sciroccu e
dai pachinesi Estremo Sud, propone quattro segmenti: cenni storici
– l’antica città distrutta dal terremoto del
1693 -, le traslazioni dell’Arca, l’ostensione e le
quattro processioni (19 febbraio e ultima domenica d’agosto
con le relative ottave).
(dal Giornale di Sicilia del 2/6/04)
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