San Corrado Confalonieri - Patrono della Città e Diocesi di Noto

 

Corrado Confalonieri

L' Uomo di Piacenza ...Tra Storia e Leggenda

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LA TRASLAZIONE

San Corrado Confalonieri - Patrono della Città e Diocesi di NotoCon cadenza decennale, l’Urna con le reliquie del Santo viene portata a spalla fino alla grotta ove Corrado visse da eremita: luogo riservato, attraversato da un torrentello, immerso nel silenzioso verde della Valle dei Pizzoni e denominato Eremo di San Corrado.
L’ultima traslazione risale al mese di agosto dell’anno 2000. L’Urna venne traslata dalla Chiesa pro-Cattedrale di San Carlo al Corso di Noto e, in un clima di grande partecipazione popolare, mista a fede profonda e grande amore per il Santo Patrono della Città e della Diocesi, raggiunse la grotta dell’eremo.
La processione, già schierata sul Corso – il notigiano “Cassero” – dopo la mezzanotte e con i fedeli in lenta marcia, seguiti dai numerosi e coreografici cilii sostenuti da tanti giovanissimi portatori, dai rappresentanti delle varie Confraternite, coinvolgeva tutto il popolo fra le tradizionali grida d’invocazione al Santo.

 

Snodandosi lentamente dal Centro Storico verso il Piano Alto, si abbandonava la città attraversando la contrada San Giovanni, incontrando “mestieri” ed altarini artistici dedicati a San Corrado.

 

Attraverso i ripidi tornanti dell’irta strada, all’alba, si giunse nella Piazzetta della borgata di San Corrado fuori le mura.

 

In piazzetta il Vescovo della Città e tutto il Clero che presiedeva alla cerimonia, si posero in testa alla processione per guidarla lungo la pittoresca stradella che scende fino al piazzale della Valle dei Miracoli antistante l’eremo.

 

San Corrado Confalonieri - Patrono della Città e Diocesi di NotoTra invocazioni e corse di cilii, si rese omaggio al Santo per poi ricomporsi in processione in un lento snodarsi per i fianchi della Valle.
In preghiera, giunti nel piazzale sottostante, il Santo riceve l’omaggio delle autorità cittadine, in rappresentanza della Città di Noto.


Dopo le cerimonie di rito, superato un artistico cancello in ferro, l’Urna viene accompagnata a spalla fin nella Chiesa dell’Eremo, ove per diversi giorni rimase esposta dentro la grotta in cui era solito pregare San Corrado.

Alcune immagini di repertorio amatoriale ci consentono di assistere alla traslazione dell’Urna di san orrado verso Noto avvenuta nell’agosto del 1990, ma per arrivare alle sue origini bisognerà risalire all’anno 1851.


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Come nacque la traslazione all’Eremo


Tutto iniziò quando nel 1837 la Città di Noto venne riinsignita del titolo di Capovalle, divenendo poi nel 1844 sede vescovile. Superata la breve esperienza rivoluzionaria del 1848/49, il netino cav. Salvatore La Rosa venne nominato dal re Ferdinando II di Borbone Intendente della Provincia.
Questi, uomo d’elevato ingegno e di profondo amor di patria, si intestò l’apertura a valle d’una scoscesa ma provvidenziale stradella che portava fino all’Eremo dei Pizzoni, cosa impossibile prima se non con fatica ed a piedi.


Così , il 24 agosto 1851 ,nelle celebrazioni del V Centenario della morte di S. Corrado, l’Intendente La Rosa ottenne che una speciale processione dell’Urna giungesse fin sotto nella Valle dei Miracoli: fu un evento straordinariamente felice e di grande suggestione, al punto che il ricordo ne rimase così impresso da indurre i Netini a chiedere, ora per ringraziare il Santo dello scampato pericolo del colera, ora per la siccità, ed a far ripetere per ben quattro volte quella straordinaria processione all’Eremo: nel 1868 , nel 1879, nel 1884 e nel 1888.
In tal modo, quell’evento straordinario, divenne una vera e propria tradizione e la processione venne definitivamente fissata con la cadenza di anni 10.

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